( CE.P.E.S.S. )
Premessa
1. Analisi del territorio – Analisi del fenomeno
2. Il Centro di Promozione e di Educazione alla sicurezza e alla salute del cittadino
3. Attività di ricerca collaterale
4. Linee Fondamentali e Obiettivi
5. Relazione dei tempi e dei modi di attuazione del progetto
( CE.P.E.S.S. )
Premessa
Sviluppare, diffondere e concretizzare una cultura della prevenzione e della sicurezza rimane ad oggi, al di là degli interventi normativi specifici e degli adempimenti ad essi connessi, una scommessa impegnativa e stimolante che coinvolge soggetti a vario titolo e a differenti livelli interessati alla valorizzazione del “capitale umano” quale principale risorsa per la realizzazione di un processo concreto e continuo di miglioramento della qualità della vita.
Tali azioni si basano fondamentalmente sulla consapevolezza condivisa che l’educazione alla prevenzione e alla sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro non consiste in una semplice trasmissione di saperi disciplinari e di conoscenze tecniche, né in una imposizione di regole e di norme, bensì si sostanzia in un processo continuo di apprendimento, di modifica e di sviluppo delle caratteristiche cognitive, relazionali, comunicative che accompagna l’individuo nel proprio percorso di crescita nell’arco di tutta l’esistenza e che è finalizzato all’ acquisizione di comportamentali consapevoli e responsabili, in armonia con gli irrinunciabili principi del rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente.
La cultura della prevenzione e della sicurezza, correlata ai principi fondamentali del rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente, si impernia sostanzialmente sulla conoscenza e sulla consapevolezza dei rischi esistenti negli ambienti di vita e di lavoro e sulla capacità di un individuo di governarli. Può essere definita come insieme ordinato di valori che, a loro volta, discendono dal rispetto di alcuni principi, cui segue la scelta di determinati atteggiamenti che orientano i comportamenti verso obiettivi di sicurezza.
1. Analisi del territorio – Analisi del fenomeno
Da quando è entrato in vigore la 626/94, si contano circa 17mila morti: una strage silenziosa a cui noi reagiamo con la nostra indifferenza, o meglio, poche righe di giornale scritte nell’immediatezza dell’infortunio e il giorno dopo più nulla. Questa, purtroppo, è la realtà. La tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro costituisce elemento essenziale della qualità della vita. Stiamo parlando dell’attuazione di una parte fondamentale dei diritti della nostra Costituzione, quella che attiene alla salvaguardia dei diritti più sacri della persona: il diritto alla vita, il diritto all’incolumità, il diritto al benessere, alla dignità del lavoro. Se qualcuno si fa male o si ammala sul lavoro, o muore, non è colpa di nessuno: è il caso o la fatalità o meglio è “il tributo necessario al progresso”. Ed invece no: ci sono precise responsabilità delle istituzioni, delle organizzazioni industriali, delle organizzazioni dei lavoratori, dello Stato, degli organi di prevenzione, degli organi che sono preposti alla formazione e informazione, della magistratura.
Quanto detto vale per l’Italia e vale ancora di più per Taranto.
La città di Taranto vede da decenni l’insediamento di una grossa fascia industriale – costituita da tre importanti stabilimenti ILVA, CEMENTIR e AGIP e poi da una serie di impianti minori – tanto grossa che essa è addirittura più ampia della stessa città. Quindi, sono intuibili i grossi problemi, sotto il profilo dell’inquinamento ambientale e dell’infortunistica sul lavoro, che ovviamente non riguardano solamente lo stabilimento dell’ILVA; tuttavia, anche per la sproporzione quantitativa tra i vari impianti e la sproporzione numerica tra i dipendenti, è chiaro che il maggior numero di episodi interessa appunto lo stabilimento più importante, che occupa 12.000-13.000 dipendenti.
A quanto detto occorre anche considerare il grande turn over che si è avuto all’interno dell’ILVA, quindi lavoratori di giovane età entrati in ILVA, probabilmente non con l’esperienza lavorativa che poteva venire dall’apprendistato presso altre aziende: questa carenza è la causa principale dei fenomeni infortunistici che avvengono nella grande azienda.
Il Consiglio dei Ministri, all’indomani del varo del disegno di legge delega per l'emanazione del nuovo Testo unico sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, ha inteso realizzare un provvedimento, predisposto dai ministri del Lavoro e della Salute, che vuole essere una pietra miliare nel contrastare il tragico bilancio di oltre mille morti all'anno (una nota del ministero della Salute segnala che nel 2006 i casi di morte sul lavoro sono stati 1250, su un totale di un milione di infortuni e che nei primi 2 mesi del 2007 si sono verificati 144 infortuni mortali e 132.972 infortuni).
La città dove si muore di più sul lavoro è Taranto, seguita da Gorizia e Ragusa. Interessante il tasso d’incidenza degli immigrati in questa statistica, l’11% (senza contare i clandestini i cui corpi a volte spariscono), cioè molto più dell’incidenza che hanno sulla popolazione (7%) ed esattamente la stessa incidenza che hanno sulla criminalità con la differenza che quando muoiono il risalto mediatico è sicuramente inferiore.
Gli infortuni invece sono circa 1 milione all’anno di cui 30 mila comportano invalidità permanenti. In totale, ad oggi, risultano titolari di rendita Inail oltre 900 mila persone (tra infortunati, vedove e orfani).
Nello specifico, a Taranto, abbiamo circa il 40 per cento dei lavoratori che è sotto i trent’anni e, quindi, è chiaro che gli infortuni si concentrano su una fascia di età particolarmente giovane. Abbiamo una piramide di età anch’essa completamente anomala, perchè l’età operaia media è intorno ai 32-33 anni.
Su un terreno come quello della sicurezza vi è il bisogno dell’intervento di molti, cioè dell’opera paziente dei singoli e delle organizzazioni, perché un fenomeno come quello infortunistico italiano non si sradica nel giro di pochi mesi, c’è bisogno più che mai che ognuno faccia la sua parte.
Troppe volte in passato numerose iniziative non hanno influito molto né sull’applicazione diffusa delle norme di sicurezza, né sulla riduzione degli infortuni sui luoghi di lavoro e neppure sulla diffusione di una consapevolezza più matura della cultura della sicurezza, perché sporadiche o peggio ancora estemporanee.
2. Il Centro di Promozione e di Educazione alla sicurezza e alla salute del cittadino
( CE.P.E.S.S. )
Per quanto detto finora risulta utile l’istituzione di un Centro per la Promozione e l’Educazione alla sicurezza e alla salute del cittadino che, avvalendosi del sostegno del Centro Servizi Volontariato della provincia di Taranto attraverso il coinvolgimento del mondo dell’associazionismo di cui l’Arci Solidarietà si fa garante come associazione capofila, si caratterizzi come un nuovo ed efficace punto di riferimento deputato a favorire la crescita e la valorizzazione della persona e ad educare ai principi fondamentali della cultura della prevenzione attuando un percorso continuo (longlife learning) orientato all’acquisizione di conoscenze e competenze trasversali alle singole discipline e sostanziali per partecipare responsabilmente al vivere sociale e civile.
In questa ottica risulta necessario una valutazione del problema adottando gli strumenti della indagine sociologica, svolta con rigore scientifico, imparzialità e dedizione tesa a valutare tutti gli aspetti d’interazione sia internamente che, più in generale, esternamente ai luoghi di lavori mediante una progettazione, dell'indagine e le sue tappe, della documentazione metodologica e della costruzione della matrice dei dati.
Tradurre ed interpretare i meri dati statistici in fatti sociologicamente rilevanti che possano indicare interventi utili fornendo periodicamente una valutazione sulla situazione complessiva dello stato di fatto che suggerire opportuna programmazione a più lungo termine.
Il Centro sarà finalizzato a monitorare l’evoluzione della produzione legislativa e dell’elaborazione giurisprudenziale nazionale, comunitaria e regionale, di merito e di legittimità, in tema di sicurezza sul lavoro e non. Esso sarà in grado di realizzare uno strumento particolarmente efficace e qualificato capace di coadiuvare tutti coloro che a vario titolo operano nel settore della prevenzione e sicurezza: istituzioni, enti pubblici e privati, parti sociali, ordini professionali, singoli operatori, ecc e , in infine, di organizzare una chiara opera di programmazione sviluppando, tra soggetti sottoscrittori, una mirata strategia di coordinamento e di sinergia in materia di sicurezza.
Esso avrà l’obiettivo di studiare le argomentazioni sulla sicurezza e la salute del cittadino sviluppando studi e analisi approfondite relativamente alla sicurezza sul lavoro spingendosi anche oltre e affrontando, per quanto già affermato in premessa, ( in armonia con gli irrinunciabili principi del rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente) anche le problematiche relative alla sicurezza stradale e alla sicurezza domestica.
3. Attività di ricerca collaterale
Come detto la cultura della prevenzione e della sicurezza, si impernia sulla consapevolezza dei rischi esistenti negli ambienti di vita e di lavoro.
In tema di prevenzione e sicurezza, dunque di capacità di governare i rischi, non esiste netta separazione tra comportamenti individuali negli ambienti di lavoro e comportamenti assunti nella vita quotidiana.
Dunque, è indispensabile individuare una metodologia di studio e di analisi in termini socialmente più complessivi capace di individuare direttive comportamenti consapevoli, mediante lo studio del rapporto dell’individuo e il mondo che lo circonda.
Concretamente ciò significa allargare l’orizzonte della ricerca effettuando valutazioni più generali relativamente alla tutela del cittadino affrontando problematiche, come la sicurezza stradale e la sicurezza domestica.
In merito alla sicurezza stradale ci troviamo di fronte ad una “emergenza” non trascurabile. E’ del tutto evidente quindi che le problematiche legate alla sicurezza stradale, pur nella molteplicità dei fattori implicati e degli organismi ed enti interessati ad azioni preventive e correttive, costituiscono certamente un aspetto primario della Sanità pubblica. E’ diventato prioritario, pertanto, individuare continuamente nuove strategie di prevenzione che consentano, a breve, medio e lungo termine, di porre un argine a questo allarmante fenomeno dei nostri tempi.
Per quanto riguarda la sicurezza domestica ci troviamo a tipologia di eventi, che non risparmia nessuna fascia d'età, rappresenta nei Paesi sviluppati la prima causa di morte per i bambini, anche se il gruppo in assoluto più colpito è quello delle casalinghe. E’ pertanto necessario sviluppare politiche di prevenzione, attraverso la diffusione di linee guida e l'effettuazione di campagne di informazione e di educazione alla sicurezza, volte a ridurre l'incidenza degli infortuni in ambito domestico.
4. Linee Fondamentali e Obiettivi
In merito il Centro avrà tra gli altri l'obiettivo di monitorare ed acquisire dati sull'andamento degli infortuni e delle malattie, per determinare specifici interventi da attuare nel prossimo futuro e che nel dettaglio prevedono: il monitoraggio del contesto produttivo, l’andamento globale degli infortuni, compresi gli infortuni mancati, quelli che non emergono, le situazioni lavorative che li hanno provocati, i macchinari, le sostanze, sapere in dettaglio quali sono i comparti, quali sono le tipologie produttive, dove sono avvenuti gli incidenti più gravi oppure, quali sono i comparti che oggettivamente, per esperienza e per i processi produttivi, si possono definire a maggior rischio. Inoltre, in ottemperanza al Testo Unico che ha tra i punti maggiormente qualificanti la maggior attenzione per la razionalizzazione ed il coordinamento degli interventi ispettivi, gli organi di vigilanza e loro attività ( quante prescrizioni impartite, quante adempiute e quante non osservate).
Le linee fondamentali :
- organizzazione sistematica dei messaggi sia generali che particolari per una consapevolezza diffusa dei rischi sul lavoro e non, investendo tutti gli strati della popolazione di questa necessità, di questa consapevolezza;
- un piano di raccolta, calendarizzazione e divulgazione di tutte le attività in essere sul territorio in merito alle problematiche in oggetto inerenti: informazione, aggiornamento dei lavoratori, dei datori di lavoro, degli RLS, dei lavoratori stranieri, degli apprendisti, dei responsabili dei servizi della sicurezza, dei loro addetti, dei medici competenti;
- valorizzazione, coordinamento e collegamento strategico degli interventi di ogni soggetto coinvolto, naturalmente nel rispetto delle competenze di ciascuno.
A sostegno della realizzazione e dell’implementazione di interventi sistemici per l’acquisizione consapevole della cultura della prevenzione è necessario curare e favorire la valorizzazione e la diffusione delle migliori pratiche attraverso:
§ opportune azioni di comunicazione
§ occasioni di confronto strutturato (benchmarking) con l’obiettivo non solo di supportare l’attività di ricerca scientifica ma anche di realizzare uno strumento particolarmente efficace e qualificato in grado di realizzare una mirata strategia di coordinamento e di sinergia in materia di sicurezza.
§ creazione e sostegno di una rete interistituzionale in grado di
- leggere i contesti
- fare analisi e proiezioni dei bisogni sociali e dei singoli
- mettere a disposizione competenze tecnico – scientifiche specifiche
- mettere a disposizione adeguate risorse finanziarie
- condividere spazi e laboratori di esercitazione con le istituzioni
- utilizzare e valorizzare le professionalità
- monitorare e valutare l’azione educativo – formativa e impostare azioni per il miglioramento continuo.
A titolo esemplificativo, punti fondanti che si propone di affrontare il centro per l’attività della promozione di una cultura della prevenzione e della sicurezza effettiva ed operativa saranno:
§ conoscenza di una regola/di una legge
§ consapevolezza del valore di una regola / di una legge
§ definizione degli ambiti di responsabilità: autonomia decisionale, limiti, vincoli
§ conoscenza delle conseguenze di un comportamento
§ consapevolezza della portata del comportamento / contributo personale in un’azione (valutazione rischio, conseguenze, impatto)
§ attenzione agli stili di vita e valutazione delle conseguenze ad essi legate
§ analisi e valutazione delle fasi di processo: definizione di cause, riflessione su conseguenze e risultati, azioni di controllo, provvedimenti
§ definizione di obiettivi di vita
§ valutazione delle prestazioni a fronte di obiettivi
Il centro metterà a disposizione strumenti tesi a realizzare i seguenti obiettivi:
costruire un presidio permanente per la conoscenza delle leggi e delle norme inerenti il tema di Sicurezza;
svolgere attività di divulgazione degli standard;
elaborare e distribuire delle Linee Guida per un continuo miglioramento ed aggiornamento;
intraprendere, per gli studenti delle scuole di Taranto, azioni finalizzate alla sensibilizzazione e all'incremento delle attenzioni per i problemi in oggetto, individuando percorsi, e realizzando supporti didattici, di approfondimento capaci di stimolare nei discenti l’interesse alla comprensione ed all’analisi critica della realtà contemporanea, istituzionale e normativa, ed una percezione “etica” del diritto e dei doveri , che ne sorregga l’osservanza spontanea e promuova la responsabile partecipazione alla vita;
promuovere incontri divulgativi su argomenti di attualità.
Mediante costanti aggiornamenti nei settori:
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Fonti Normative più significative in tema di Sicurezza; |
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Giurisprudenza: sentenze e ordinanze di Tribunali nazionali ed Europei di ogni ordine e grado; Rassegna bibliografica: diffusione della documentazione bibliografica di corredo alle informazioni normative e giurisprudenziali; |
Opinioni e ricerche: documenti elaborati da docenti e ricercatori che afferiscono alle
problematiche sulla sicurezza;
Analisi sulla sicurezza sul lavoro nella Provincia di Taranto: aggiornamenti e documentazione in tema di sicurezza nella Provincia di Taranto.
Indice tematico strumenti web: realizzazione di un sito aperto alla consultazione di ricercatori, studenti, operatori del diritto, pubbliche amministrazioni, imprese e professionisti.
Il lavoro di ricerca cosi pensato sarà tradotto in azioni di comunicazione come : dibattiti, convegni, seminari e pubblicazioni che saranno realizzati in collaborazione e in uno spirito di costante CONFRONTO STRUTTURATO (benchmarking) con altre associazioni, inail, usl, sindacati, organizzazioni di categoria, scuola e Università.
5. Relazione dei tempi e dei modi di attuazione del progetto
L’attività che avrà la durata di 24 mesi, sarà articolata in due fasi successive:
1. Una prima fase relativa al reperimento e all’organizzazione dei dati e di tutto il materiale utile, cosi definito:
· Raccolta dei dati e organizzazione degli stessi mediante supporti informatici utili alla realizzazione di grafici e tabelle;
· raccolta fonti normative, rassegna bibliografica nonché raccolta di opinioni e ricerche in campo della sicurezza;
· realizzazione di un sito web teso divulgare i dati e le analisi elaborate.
Per garantire ampia e qualificata offerta di servizi e nello spirito di continuo confronto e collaborazioni con enti e associazioni, in questa prima fase si ottempererà a promuovere e coordinare incontri utili per istituire una COMMISSIONE TECNICO-OPERATIVA al fine di garantire rigore scientifico e imparzialità.
Per le consulenze qui indicate e per eventuali altre consulenze si prevede la necessità di una copertura finanziaria per un numero di ore congruo da corrispondere alle professionalità coinvolte.
A conclusione di tale fase, che potrà essere sviluppata in un periodo non inferiore a i sei mesi, sarà organizzato un incontro pubblico per la presentazione del Centro e della Commissione Tecnico scientifico nonché della sito Web realizzato.
In merito si rende noto, in riferimento a tale attività, che già far data 24.05.2008 nel contesto della tavola rotonda organizzata a margine dell'iniziativa culturale DANGER Z.I., Sindacati , confindustria, Asl, Inail , Comune di Taranto Ass. SS.SS. nonché le Associazioni di volontariato, hanno dichiarato la loro disponibilità ad impegnarsi su tale progetto, assicurando di corredare il Centro di tutti i dati, i rapporti, le relazioni e i rendiconti in loro possesso attinenti la sicurezza e la prevenzione.
Inoltre, per garantire ampia e qualificata offerta di servizi e nello spirito di continuo confronto e collaborazioni con enti e associazioni, precedentemente elencati, in questa prima fase si ottempererà a promuovere e coordinare incontri utili per istituire una COMMISSIONE TECNICO-OPERATIVA a carattere volontaristico al fine di garantire rigore scientifico e imparzialità.
2. Una seconda fase sarà dedicata, oltre che al continuo e costante aggiornamento del sito Web precedentemente illustrato, alla ricerca, allo studio e alla realizzazione di pubblicazioni che dovranno essere distribuite gratuitamente.
In questa fase, da sviluppare nel restante periodo, saranno realizzate:
· Analisi dei dati e monitoraggio del fenomeni relativi la sicurezza e la prevenzione;
· incontri periodici della Commissione Scientifica per la valutazione del lavoro e per l’individuazione di eventuali consulenze altre;
· realizzazione di pubblicazioni ad alto profilo scientifico per il sostegno all’azione dei soggetti istituzionalmente e territorialmente preposti all’applicazione della normativa in tema di sicurezza del lavoro ed al controllo sulla sua osservanza (ricercatori, operatori del diritto, pubbliche amministrazioni, imprese e professionisti).
· realizzazione di pubblicazioni di più facile comprensione da distribuire nelle scuole;
In merito al materiale tipografico è necessario ipotizzare un impegno significativo poiché esso sarà il vero strumento divulgativo.
Per quanto descritto , in relazione agli obiettivi e alle finalità del progetto, tenuto conto delle qualificate risorse umane resesi disponibili, il Centro realizzerà tre incontri pubblici relativamente alle tre aree di interesse precedentemente descritte.
Tali incontri saranno sostanzialmente dei seminari dove saranno distribuite e discusse le pubblicazioni realizzate.


