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Dopo l’infortunio. Reti sociali e strategie d’intervento

                                                                                                   di

FOLCO CIMAGALLI

e

ANTONIO PANICO

 

Introduzione di

Massimo Giusto

Coor.re Ce.P.E.S.S. Taranto 

 

Interventi di:

Lorenzo Cazzato

Pres.te ARCI

Giovanni Monopoli

Pres.te ANMIL

Mario Pennuzzi

Ass.re SS.SS com.Taranto

Giuseppe Gigante

Respon. Vicario INAIL Puglia

 

 

  L'indagine condotta dal gruppo di lavoro della Libera Università LUMSA di Taranto guidato dal Prof. Antonio Panico pone, come vedremo, interessanti spunti di riflessione e utili suggerimenti ma, nel con-tempo, ha un valore intrinseco di notevole portata in quanto motiva ed amplifica il ruolo dell'Università che, mediante queste attività, incontra ed interagisce con il territorio conciliando ciò che è lo studio e la ricerca con i veri bisogni dei cittadini. Nonostante il settore dell'assistenza sociale sia, nel nostro Paese, il più arretrato in termini di riqualificazione e crescita dei servizi, l'offerta formativa, l'alta formazione resasi qui disponibile, fornisce stru-menti utili e soprattutto fruibili in quanto fornisce elementi indispen-sabili per delineare migliori strategie d'intervento soprattutto su tema-tiche che, come in questo caso, pesano così fortemente sull'intero siste-ma Italia.

Folco Cimagalli È Presidente del Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale e del no-profit della Lumsa sede di Roma ed è docente di METODOLOGIA E TECNICA DELLA RICERCA SOCIALE a Roma e di VALUTAZIONE DELLA QUALITA' NEI SERVIZI SOCIALI.

Antonio Panico È Presidente del Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale e del no-profit della LUMSA sede di Taranto ed è docente di SOCIOLOGIA GENERALE E PROCESSI CULTURALI E POLITICI DELLA MODERNITA'.

 

 

dal Quotidiano di Puglia

Dopo-infortuni, a funzionare è la rete sociale Ieri la

presentazione del lavoro di Ce.P.E.S.S., Lumsa, Arci e Csv   

 

LA RICERCA

 

 

La cronaca sempre più spesso racconta di infortuni ed incidenti mortali sul lavoro, ma poi, spenti i riflettori, le vite di tanti lavoratori restano in ombra e, generalmente, nessuno più si occupa di loro. Ad invertire la tendenza ci ha pensato la ricerca realizzata dal Centro per la Promozione e l`Educazione alla Sicurezza e alla Salute del Cittadino (Ce.P.E.S.S.), dalla Lumsa, dall`Arci e dal Centro Servizi Volontariato di Taranto. Ricerca che è poi diventata un libro, "Dopo l`infortunio. Reti sociali e strategie d`intervento" (autori Folco Cimagalli e Antonio Panico), che è stato presentato ieri pomeriggio alla biblioteca "Acclavio". All`incontro con i giornalisti hanno preso parte il responsabile del Ce.P.E.S.S. Massimo Giusto, il presidente del corso di laurea in Scienze del Servizio sociale e del no-profit della Lumsa Antonio Panico, l`assessore ai Servizi sociali del Comune di Taranto Mario Pennuzzi, il presidente dell`Arci Lorenzo Cazzato ed il presidente dell`Anmil Giovanni Monopoli. Il lavoro di ricerca, basato su interviste realizzate dai dottori Domenico Re e Donatella Di Pinto, ha esaminato 15 storie di infortunio avvenute nell`area del capoluogo jonico. E` emerso che a dare sostegno alle vittime ed alle loro famiglie è stata soprattutto la rete sociale, costituita dai parenti, dagli amici e dai colleghi, mentre carenti si sono rivelati i rapporti con gli enti e le organizzazioni sindacali. Stando a quanto scaturito dalle interviste, negli ultimi tempi, il rapporto con l`Inail sarebbe migliorato sensibilmente. Dalla ricerca è emersa, inoltre, l`esigenza di dar vita ad un Punto unico di accesso per offrire agli infortunati ed alle loro famiglie un opportuno sostegno, anche dal punto di vista psicologico. L`apporto positivo di questo lavoro è, dunque, proprio quello di aver focalizzato l`attenzione sulla fase successiva all`incidente. Un periodo delicato in cui il lavoratore non deve essere lasciato solo ad affrontare le difficoltà di un`esistenza tutta da ridisegnare. Grazie a questo contribuito sarà perciò possibile avviare azioni che incidano concretamente nella vita degli infortunati e delle loro famiglie.

 

Paolo Casella

 

 

 

 PRESENTATO IL LIBRO

PRESENTATO IERI ALLA BIBLIOTECA ACCLAVIO IL LIBRO: “DOPO L’INFORTUNIO, RETI SOCIALI E STRATEGIE D’INTERVENTO” DI FOLCO CIMAGALLI, PRESIDENTE DEL CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DEL SERVIZIO SOCIALE E DEL NO PROFIT DELLA LUMSA DI ROMA E ANTONIO PANICO, PRESIDENTE DELLO STESSO CORSO PRESSO LA SEDE DI TARANTO. IL LIBRO NASCE DA UN’INDAGINE CONDOTTA DA UN GRUPPO DI LAVORO UNIVERSITARIO E AMPLIA IL RUOLO DELL’UNIVERSITA’ STESSA CHE, ATTRAVERSO QUESTO TIPO DI ATTIVITA’, INCONTRA ED INTERAGISCE CON IL TERRITORIO CONCILIANDO LO STUDIO E LA RICERCA CON I VERI BISOGNI DEI CITTADINI.

Redazione jotv Taranto

 

“DOPO L’INFORTUNIO, RETI SOCIALI E STRATEGIE D’INTERVENTO”

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PRESENTAZIONE

AL SALONE DEGLI SPECCHI

DEL COMUNE DI  TARANTO

DEL REPORT:

INFORTUNI SUL LAVORO SETTORE LAVORAZIONE METALLI ILVA TARANTO

 

 

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno

Sabrina Esposito

 

 

Diminuiscono gli infortuni sul lavoro a Taranto.

Lo rileva il terzo report che fotografa il fenomeno nel settore della lavorazione metalli all'Ilva, report presentato

ieri a Palazzo di Città dall'assessore comunale ai Servizi sociali Mario Pennuzzi, dal coordinatore del Ce.P.E.S.S. il Centro per la promozione e l'educazione alla salute

e alla sicurezza del cittadino di Taranto Massimo Giusto e  da Gennaro De Pasquale e Cosimo Scarnera, rispettivamente coordinatore e direttore dello Spesal.

 

 

La pubblicazione raccoglie i dati riferiti al periodo 2000-2007, costituendo un importante risultato di collaborazione interistituzionale.

Nel rapporto convergono in atti gli obiettivi fissati dal Piano della prevenzione della Regione Puglia del 2006 sull'utilizzo dei nuovi flussi informativi tra ente locale, Inail e Spesal il documento, dunque, rappresenta un'efficace base per procedere ad un'attenta analisi sociologica del fenomeno infortunistico, fornendo risposte precise sull'andamento degli infortuni, su quali lavori risultano esserne maggiormente colpiti, in quali ambienti essi si verificano e con quali dinamiche. L'intento è quello di favorire la crescita e la valorizzazione della persona ed educare ai principi fondamentali della cultura della prevenzione. In sostanza, si vuole attuare un percorso orientato all'acquisizione di conoscenze e competenze. Servono, infatti, nuove strategie in grado di individuare le priorità di intervento in relazione alla frequenza,

gravità e prevedibilità degli infortuni e risalire così al modo migliore per il raggiungimento degli obbiettivi di salute e sicurezza dei lavoratori. Nell'introduzione si evidenzia come in Italia il fenomeno infortunistico rappresenti tuttora un problema medico, sociale ed economico, nonostante la crescente attenzione riservata dal legislatore ai problemi connessi. Tre le direttrici nelle quali il documento si articola: l'esposizione dei dati relativi al sito in cui sono accaduti gli incidenti, sezione, questa, comprendente i casi infortunistici secondo macro aree (comparti) e settori produttivi; l'esposizione dei dati relativi ai soggetti vittime di infortunio; l'esposizione dei dati

riguardanti il danno fisico subito dal lavoratore insieme alle conseguenze riportate. In questa terza parte vengono poi classificate le inabilità, la tipologia di infortunio, le cause. :Infine il documento espone l'andamento temporale degli infortuni, illustrando

i giorni e l'ora in cui essi si sono verificati.

 

 

 

 

 

L’Intervista

Direttore dello Spesal dell’Asl di Taranto Cosimo Scarnera

 

 

 

(Dal Corriere del Giorno di Taranto)

 

 

 

Sono i giovani i più esposti al rischio infortuni in fabbrica.

Lo ha ricordato il dottor Cosimo Scarnera, direttore dello Spesal di Taranto, presentando il report sugli infortuni sul lavoro all'Ilva di Taranto.

  

Che spaccato emerge?

«Nella grande industria è aumentata la sensibilità nei confronti dei problemi del lavoro e della sicurezza. E' necessario, comunque, intensificare il confronto e l'approfondimento.

Dai dati emerge una tendenza preoccupante: la fascia d'età più colpita dagli incidenti

sul lavoro è quella che va dai 18ai 29 anni. Da qui la necessità di fare formazione per dotare i lavoratori degli strumenti adeguati. Inoltre, mentre nella grande industria è più facile gestire l'organizzazione del lavoro ed i processi produttivi ed è, quindi, più agevole intervenire sulla sicurezza; non altrettanto accade nelle piccole e medie imprese e nell'artigianato in cui gli infortuni sono a livelli preoccupanti ».

L'inchiesta esamina solo i lavoratori diretti dell'Ilva anche i dipendenti dell'appalto?

«In questa fase riguarda solo i diretti perché per questi è possibile avere dati certi. Una importante peculiarità del report deriva dalla collaborazione interistituzionale

che c'è stata tra i vari enti deputati al controllo ed alla prevenzione: Ispesl, AsI, Inail, Regione. In questo modo abbiamo ottenuto un maggiore potere contrattuale nei confronti della grande industria».

Lo studio analizza anche le cause degli infortuni?

«Certo. L'analisi non è solo numerica. La portata innovativa dell'indagine sta proprio

nel fatto che abbiamo indagato sui luoghi e sulle modalità degli infortuni. Questo ci serve per programmare le future attività di prevenzione e formazione ».

 

Obiettivi dell’indagine

 

 

    Questo studio teso a monitorare l’andamento infortunistico nella grande azienda evidenzia la valenza e l’importanza del sistema e dei flussi informativi che consentono di poter approfondire le conoscenze sui fenomeni infortunistici mediante l’analisi delle cause degli infortuni mortali e gravi, l’individuazione dei contesti e delle modalità di accadimento,  l’individuazione delle aree di attività produttive a maggior rischio.

Questo tipo di indagine risulta quanto mai opportuno ed imprescindibile per attivare nuove strategie in grado di individuare  le priorità di intervento in relazione alla frequenza, gravità e prevedibilità degli infortuni e che individui il percorso  per il raggiungimento degli obbiettivi di salute e sicurezza dei lavoratori.

  

Esso, quindi, offre l’opportunità di sviluppare iniziative di comunicazione istituzionale, orientare la politica aziendale verso una gestione integrata della sicurezza, organizzare ed attuare interventi programmati.

 

 

Massimo Giusto

Coordinatore Ce.P.E.S.S.

Centro per la Promozione e l’Educazione

alla sicurezza e alla Salute del cittadino

-          Taranto   -

 

Il Ce.P.E.S.S. informa che è possibile prenotare il report utilizzando il nostro sito.

 

   

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